PESCA, GHEZZI: OCCORRE SEMPLIFICARE PER RILANCIARE IL SETTORE

Pesca e acquacoltura

Occorre un cambio di rotta sulla burocrazia per rilanciare la pesca

 

  • Legacoop Agroalimentare al Parlamento Europeo in audizione della Commissione per la Pesca (Pech) con Elena Ghezzi
  • Elena Ghezzi (responsabile Pesca e acquacoltura Legacoop Agroalimentare) "Semplificare non significa abbassare gli standard di sostenibilità o sicurezza. Ma significa creare regole chiare che permettano alle imprese di pianificare il proprio futuro"

 

ROMA 6 MAGGIO 2026 "La semplicità e' la massima semplificazione". Citando Leonardo da Vinci, Elena Ghezzi, responsabile del settore Pesca e Acquacoltura di Legacoop Agroalimentare, ha aperto stamane il suo intervento davanti alla Commissione per la pesca (Pech) del Parlamento Europeo. Al centro dell'audizione pubblica, la necessità impellente di aumentare la competitività dei settori ittici attraverso una drastica riduzione della burocrazia e degli oneri normativi.

Nel corso dell'audizione, Ghezzi ha presentato una visione strategica basata su tre pilastri fondamentali: coordinamento legislativo, proporzionalità e parità di condizioni (level playing field). L'obiettivo e' chiaro: trasformare il quadro normativo da ostacolo a volano per lo sviluppo sostenibile.

"Semplificare non significa abbassare gli standard di sostenibilità o sicurezza, non vuol dire indebolire ma rinforzare e restituire efficacia alle istituzioni e fiducia ai pescatori", ha precisato Ghezzi. "Ma significa creare regole chiare che permettano alle imprese di pianificare il proprio futuro. Senza certezza del diritto, non c'e' investimento; senza equità, non c'e' mercato".

I tre pilastri per la competitività. Le richieste di Legacoop si basano su tre aspetti. Il coordinamento legislativo per il quale Ghezzi ha chiesto maggiore coerenza tra le diverse politiche Ue e una sincronizzazione dei tempi legislativi per ridurre l'incertezza legale. La proporzionalità ovvero le regole devono essere adattate ai contesti specifici e alle dimensioni delle imprese. "Non si può applicare lo stesso onere amministrativo a una piccola cooperativa locale e a un colosso industriale. E non e' automatico che ciò che vale per il Mediterraneo valga per l'Atlantico e viceversa", ha sottolineato la responsabile di Legacoop. E il level playing field in quanto e' fondamentale evitare distorsioni della concorrenza nel mercato unico, garantendo che tutti gli attori operino secondo le stesse regole del gioco.

L'audizione e' avvenuta in un momento cruciale per il settore, impegnato nella discussione sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (Qfp) e sulla valutazione intermedia del Feampa.

Legacoop Agroalimentare, che rappresenta oltre 3.100 imbarcazioni e 8.600 soci in Italia, ribadisce che la sostenibilità - ambientale, sociale ed economica - deve procedere di pari passo: indebolire un pilastro significa far crollare l'intero equilibrio delle marinerie europee.

 




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